Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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PREFAZIONE

Pochi paesi al mondo presentano aspetti così interessanti nella loro diversità e primitiva originalità come la Turchia. A ciò che è bellezza naturale, paesaggio incontaminato, gente cortese e ospitale, vita semplice e, soprattutto all’interno e all’est, di sapore antico, aggiunge testimonianze archeologiche e storiche davvero eccezionali.

Diverse civiltà e culture sono sorte e giunte a maturazione in tutto il loro splendore in questa terra. E tutte hanno lasciato testimonianze suggestive e cariche di significato. Attualmente la Turchia è percorsa da un grande flusso turistico, soprattutto dall’Europa. Infatti questa nazione può offrire ciò che ognuno si aspetta da una vacanza interessante: sole garantito, ospitalità autentica, un paesaggio diverso e stupendo, un mare pulito e una costa bella e varia... con in più la possibilità di visitare località di grande interesse storico e archeologico. Qualcuno però può visitare questa terra con altri intenti. I suoi interessi, pur apprezzando quanto detto sopra, sono decisamente su un piano più spirituale, intimo, direi sacro. È colui che parte come « pellegrino ».

Un pellegrino non è semplicemente un turista: bisogna che i luoghi non solo gli ricordino una storia passata, ma che siano carichi di spiritualità, gli svelino cioè un messaggio ancora presente, una testimonianza di vita che egli può raggiungere superando la barriera del tempo, mediante la fede del suo cuore. La Turchia anche in questo è terra di grandi possibilità. È infatti piena di « memorie » bibliche e patristiche, anzi si può dire che la vita e la storia della Chiesa nei primi secoli sono legate ai luoghi di questa regione.

Fatti, nomi, luoghi suscitano una grande risonanza spirituale dentro un cuore cristiano. Qui abbiamo avuto la presenza e la predicazione degliApostoli (Paolo, Pietro, Giovanni, Filippo, Andrea…); qui sono sorte, dopo Gerusalemme, le prime più vivaci Comunità (si pensi ad Antiochia, Efeso, Smirne e le Chiese dell’Apocalisse), in gran parte fondate dagli Apostoli stessi; qui è nato Paolo, apostolo dei gentili e vi ha compiuto buona parte dei suoi viaggi predicando il Vangelo e costruendo la sua poderosa teologia; qui è la tomba di san Giovanni apostolo, prediletto del Signore; qui è la casa della Madonna, presso Efeso, dove, al seguito di Giovanni, è venuta per chiudere la sua vita terrena; qui sono stati celebrati i primi Concili (Nicea, Efeso, Calcedonia...) che costituiscono i fondamenti della teologia cattolica; qui abbiamo avuto illustri Padri della Chiesa e un monachesimo fiorente (si pensi alla Cappadocia), con eccezionali campioni della fede che con il loro sangue hanno fecondato questa terra e testimoniato la Pasqua del Signore (si pensi a sant’Ignazio diAntiochia, a san Policarpo...); qui infine troviamo radicata la ricca tradizione liturgica orientale e la profonda spiritualità dell’ortodossia bizantina.

Dopo la Palestina, è qui che un cristiano può ritrovare le « radici » della sua fede, risentire l’eco della predicazione degli Apostoli, rileggere anche visivamente tante pagine della Bibbia... Accanto al pellegrino abbiamo però altre persone che si interessano alle antichità cristiane: sono lo studioso e il ricercatore (storico, archeologo, biblista, patrologo, teologo), che intendono visitare i luoghi legati agli avvenimenti e alle testimonianze della vita primitiva della Chiesa. Ma anche un certo tipo di « turista » che, insieme alla vacanza, intende visitare e conoscere più profondamente alcuni luoghi cristiani di cui mantiene un’eco di attenta considerazione per letture fatte, racconti uditi, studi e segnalazioni avute. Per queste persone, è stata pensata quest’opera che ci auguriamo trovi il gradimento dei lettori. Da più secoli i Padri Cappuccini sono presenti in Turchia, conoscendo anche periodi di grande splendore con scuole, seminari e istituti teologici. Oggi, pur ridotti di numero, svolgono ancora un compito prezioso nella cura spirituale di piccole ma vivaci comunità cristiane e nel tener vivo il ricordo di tanti luoghi che anticamente furono il fulcro della vita della Chiesa. Questo studio è stato concepito come « guida » ai luoghi delle origini cristiane e perciò insieme alla presentazione biblica e patristica delle località più significative, si è aggiunta una breve nota turistica al fine di orientare un’eventuale visita in loco e indicare quel che c’è da vedere. Purtroppo di tante località anticamente illustri per arte, società civile e splendore di vita cristiana, rimane « oggi » molto poco.

Per aiutare e facilitare la riscoperta del valore spirituale della Turchia, i Padri Cappuccini (in questa terra sono presenti con 9 case e 16 frati, tra cui l’Arcivescovo di Smirne e il Vicario Apostolico di Anatolia) hanno costituito anche un’Associazione e un Ufficio pellegrinaggi: l’Associzione Eteria, che ha promosso questa pubblicazione.

Eteria è, come si ricorderà, il nome della prima pellegrina cristiana che ha lasciato memoria scritta (« Itinerarium Eteriae ») dei suoi viaggi in Palestina e in Asia Minore. Siamo alla fine del IV secolo e questa visita ai luoghi Santi fu per la pellegrina spagnola un autentico cammino interiore. Nel costituire questa Associazione con il nome di Eteria abbiamo voluto proporre lo stesso ideale: la visita ai luoghi sacri di Palestina e dell’Asia Minore come riflessione sugli avvenimenti salvifici, che in questi luoghi si sono svolti, per ravvivare la propria fede.

I luoghi legati alle memorie bibliche e patristiche ci ripropongono fatti e vicende legati alla storia della salvezza e alla vita della Chiesa e hanno un messaggio che racchiude una sorprendente attualità. È un ritornare alle origini per ritrovare la propria identità cristiana.

Le origini della Chiesa, l’esperienza delle prime comunità, così come le leggiamo negli «Atti degli Apostoli », nelle lettere apostoliche e come le cogliamo negli scritti dei Padri della Chiesa e negli atti dei primi Concili, hanno la Turchia come sfondo geografico e culturale.

Oggi il turismo, d’altronde, è molto diffuso, e inserirsi in questo settore con delle proposte alternative, quali ad esempio i viaggi che uniscono alle cose belle e archeologicamente interessanti un messaggio cristiano e una provocazione spirituale, ci pare un’opportunità da non perdere. Per gruppi di persone più esigenti possono essere pensati anche dei veri corsi biblico-patristici itineranti. Vogliamo aggiungere che, come è avvenuto per la Terra Santa, la presenza di pellegrini in tanti luoghi cari alle memorie cristiane, è forse l’unico modo per salvaguardare la memoria di quei luoghi e impedire che la croce di Cristo scompaia da zone dove fu piantata dagli Apostoli stessi.Ai cristiani residenziali si sostituiscono i cristiani itineranti, cioè i pellegrini.

Tutti questi motivi ci hanno spinto a promuovere l’opera che presentiamo, e ci auguriamo possa davvero far conoscere la ricchezza della Turchia, vera « terra santa » della Chiesa.

A questo punto ci pare doveroso un grazie sincero agli estensori dello studio, in modo particolare a Mons. Luigi Padovese, noto patrologo e attuale vescovo dell’Anatolia, che ha sostenuto il maggior lavoro, mentre ci auguriamo che la lettura della sua opera faccia riscoprire le « memorie » cristiane della Turchia e faccia amare questa terra benedetta dalla fatica degli Apostoli e dal sangue di tanti martiri.

ORIANO GRANELLA
Presidente dell’Associazione Eteria

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